Cadono le Foglie…Natura, Storie e Metafore sulla Vita e sulla Morte.

L’autunno è una stagione che mi fa venire in mente sempre una bellissima storia che la mia maestra delle scuole elementari raccontò a me e ai miei compagni di classe e poi ci fece mettere in scena per la recita scolastica : “La foglia Muriel” scritta dal sociologo Leo Buscaglia.

“La foglia Muriel” è una storia che narra della vita di una foglia insieme ad altre foglie su di un albero. Attraverso il ciclo delle stagioni, Muriel nasce come gemma, cresce, vive tutte le stagioni cambiando colori e forma fino alla stagione dell’ autunno, in cui insieme alle sue amiche foglie si prepara a lasciare l’albero, a staccarsi e morire, ricongiungendosi con la terra.

Ringrazio infinitamente la mia maestra delle scuole elementari, la maestra Giovanna  che si prese cura della crescita di me e dei miei compagni di classe, nell’attraversare con il racconto di storie, la recitazione e l’immaginario metaforico, il tema della morte come fase del ciclo di vita,  insegnandoci a non avere paura di una fase naturale della vita.

Questa tematica della vita a volte resta tabù per molti adulti e genitori e viene affrontata con difficoltà  nel momento in cui avviene un’esperienza di lutto in famiglia. A volte gli adulti non riescono a trovare le parole adeguate per comunicare l’accaduto ai bambini e consolarli. A volte, alcuni genitori evitano di dire ai propri figli della morte di un proprio caro, per proteggerli, per paure e difficoltà personali, oppure usano frasi come ” Se ne è andato..è partito..” che creano confusione e illusione di un possibile ritorno del proprio caro.  Nell’esperienza di perdita, di lutto è naturale provare diverse emozioni, come rabbia, dolore,tristezza, paura. Queste emozioni, se non trovano una forma di espressione e non trovano adeguata accoglienza, nell’ascolto e nella consolazione, possono bloccarci ad ogni età e creare diverse difficoltà emotive e relazionali. E’ importante parlare della morte con chiarezza ai bambini, prepararli psicologicamente qualora ci siano persone care in famiglia che sono malate e stanno per morire ed accogliere le loro emozioni.

Il senso che la storia “la foglia Muriel” lascia a chi l’ascolta è che morire fa parte del ciclo naturale di ogni essere vivente. Come le foglie protagoniste della storia, ci si stacca, si lascia quello che si conosce per incontrare quello che non si conosce.  Morire fa parte del nostro ciclo di vita e il linguaggio metaforico di alcune storie aiuta il bambino ad accettare nella propria psiche questo evento di vita che provoca dolore e pianto, espressioni emotive consone all’esperienza di perdita di una persona cara.

Attualmente, numerosi psicoterapeuti, sociologi e antropologi evidenziano come nella società occidentale nella trasmissione di modelli educativi e culturali noi esseri umani siamo esposti a modelli di vita edonistici e consumistici basati sul vivere la vita senza limiti di tempo e finalità concrete, che escludono e negano la morte come esperienza che fa parte della vita.  Si osserva in molti adulti questa perdita di contatto con il senso di impermanenza in questa vita, col dato di realtà che “non siamo eterni” e” non saremo sempre belli, giovani e pieni di energie” per tutta la nostra vita. Molte persone rifiutano la caducità della vita.  Dalla perdita di contatto con i limiti personali e temporali e con la ciclicità naturale delle fasi di vita, derivano diversi malesseri interiori, la forte paura della morte, la difficoltà di accettare lutti e perdite, il senso di  deresponsabilizzazione, la  difficoltà di autorealizzazione dell’essere umano.

Come dice il dott. Sergio Mazzei , psicoterapeuta Gestalt:

” Riflettere sulla morte significa inevitabilmente occuparci del nostro futuro e paradossalmente la consapevolezza dell’impermanenza della vita può aiutarci a vivere meglio Ora”.

E allora ritornando alla storia scritta da Leo Buscaglia, “La foglia Muriel”, cogliamo l’occasione di leggerla a noi stessi, al  nostro“bambino interiore”, cioè a quel” bambino e bambina “che siamo stati,  a quella parte psichica presente ancora dentro di noi.

Se abbiamo l’opportunità, leggiamo questa storia anche ai bambini che conosciamo per il bellissimo messaggio che contiene.

L’Autunno è una stagione che con i suoi colori e con la caduta delle foglie spinge, noi adulti a riflettere sulla caducità della vita: Noi, come foglie attaccate al nostro albero della vita, che possiamo immaginare come la nostra famiglia e cerchia di amici, e, vivendo esperienze e stagioni, nel tempo, proprio come le foglie, seguiamo il ciclo della natura e della vita. Sappiamo che, prima o poi arriverà all’incontro con quel soffio di vento che ci porterà a staccarci dal nostro ramo per cadere a terra e, nella terra, e morti ricongiungerci alla natura.

dott.ssa Pierangela Vallese

psicologa psicoterapeuta Gestalt

Se ti interessa leggere questa storia e approfondire questo argomento leggi anche “Come dialogare della vita e della morte con bambini: La foglia Muriel”.

 

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