Alice Miller,(1923-2010) psicologa, psicoanalista e scrittrice, specializzata in età evolutiva evidenzia nei suoi saggi come i bambini spesso non vengano ascoltati e rispettati nei loro bisogni in famiglia. Piuttosto i bambini imparano prematuramente a reprimere le emozioni più autentiche, la loro fragilità per adattarsi alle aspettative genitoriali e sociali.
Immaginiamo ora un bambino che cresce, reprimendo il proprio mondo emotivo e i propri pensieri.
Immaginiamo un bambino che non può esprimere la propria emotività e fragilità, ad esempio quando piange perchè viene giudicato sbagliato dagli adulti, mortificato o ignorato, o peggio maltrattato, abusato psicologicamente o fisicamente…
Quel bambino, crescendo, come vivrà la sua vita da Adulto?
Sarà capace di ascoltare ed esprimere le sue emozioni, i suoi pensieri ?
Sarà sufficientemente sicuro di sè?
Sarà capace di relazionarsi con gli altri in modo sano?
Il libro più famoso di A. Miller è “il dramma del bambino dotato”(1979), in cui la psicoanalista evidenzia come le esperienze di repressione emotiva ed esperienze traumatiche vissute nell’infanzia condizionino profondamente la crescita e l’età adulta e di come i traumi e gli abusi infantili vengano trasmessi e perpetrati nelle generazioni successive.
Le attuali ricerche nel campo della Psico Traumatologia,(EMDR, Terapia senso-motoria, SomaticExperience…) si concentrano sull’impatto che le esperienze traumatiche e le relazioni adulto- bambino hanno sullo sviluppo del cervello nell’infanzia, confermando il pensiero della Miller, pioneristico per la sua epoca.
TRAUMA E FRAGILITÀ di Alice Miller
La fragilità di un essere umano è condizione preziosa per entrare nel proprio stato naturale di libertà.
Da quando nasciamo ci fanno credere il contrario; veniamo educati a generare una forza non reale che è solo rigidità, resistenza alla vita.
Cresce con noi un ideale di perfezione pericoloso che non ci permette di essere noi stessi, che non accetta la debolezza umana.
La nostra natura divina si manifesta quando l’essere umano diventa consapevole della propria condizione di immensa fragilità e cede, si arrende, comprende che, se apre mani e braccia in quello stato di immensa cedevolezza, inizia a volare.
Non occorre essere forti per essere liberi.
(Alice Miller)
Dott.ssa Pierangela Vallese